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RADIO INFLUENZA. 1918-2018

Radio Influenza
Erano giovani, matita ed elaborazione fotografica

28.12.2018

 

Un brano audio al giorno per ripercorrere la grande febbre che nel 1918 uccise 50 milioni di persone in tutto il mondo, tra cui Egon Schiele e Gustav Klimt. Basato su una approfondita ricerca d'archivio, il progetto dell'artista Jordan Baseman prevede una puntata radio al giorno per un anno, fino a ottobre 2019. Commissionata in occasione del centenario dalla pandemia dalla britannica Wellcome fondazione di beneficenza globale, e prodotta dalla Matt s Gallery di Londra, con il sostegno dell Arts Council England, l opera di Baseman è fruibile da chiunque usi Internet, perché viaggia attraverso un sito Web dedicato, podcast, Instagram, Facebook e Twitter. Spiega l'artista: Con Radio Influenza ho intenzione di creare ciò che essenzialmente è una colonna sonora fatta di articoli con notizie risalenti a 100 anni fa. Ci saranno punti di vista simultanei, a volte sembrerà una contraddizione, le storie mentiranno, le informazioni e la disinformazione si sovrapporranno. Il senso dunque è anche quello di ricordare come reagirono le persone e le autorità sanitarie e politiche di fronte a una drammatica pandemia, ed essa richiama pandemie attuali che non stiamo riuscendo a fermare, come l'Ebola. Ma soprattutto il progetto mette in luce un nodo cruciale della cultura attuale, e anzi oggi sempre più stringente: quello dell'informazione e di come essa può chiarire ma anche confondere, aiutare ma anche ostacolare, ed essere quindi strumento di potere.


Quasi un 68 - Bologna 30/11-03/12 - Rassegna di film d'artista

courtesy Cineteca del Friuli di Gemona
Archivio, Cineteca del Friuli di Gemona (Udine)

30.11.2018

 

A chiusura di "Archivio Aperto 2018", si apre il 30 novembre a Bologna una nuova sezione di proiezioni in pellicola, installazioni e incontri sulla produzione di artisti e filmmaker tra i più significativi dell epoca d oro del Super8 (e degli altri formati ridotti), "Quasi un 68". Dalla metà degli anni 60 fino alla metà del decennio successivo in Italia un numero crescente di artisti si avvicina al cinema mosso sia dall'esigenza di "uscire dal quadro" che dalla necessità di utilizzare un mezzo dal più alto potenziale comunicativo rispetto alle arti tradizionali. Contemporaneamente, giovanissimi filmmaker compiono sperimentazioni sempre più radicali nel segno di un'orgogliosa indipendenza dall'industria del cinema. Due binari paralleli che talvolta si sono incontrati (e scontrati) e che hanno influenzato la comunicazione audiovisiva e il sistema dei media. L'associazione Home Movies organizzatrice della rassegna, ha individuato diversi percorsi: il primo che emerge, evidente, è l influenza e lo scambio con la cultura visiva statunitense. Dal mitico film di rottura, omaggiato nel titolo della rassegna, Quasi una tangente (1966), girato da un giovanissimo Massimo Bacigalupo, che rende dirompente la lezione dell underground americano, ai materiali filmici raccolti a Berkeley da Arnaldo Pomodoro (1968-1970) e al suo film Shaping Negation (1970), realizzato con Francesco Leonetti e Ugo Mulas, fino al ritmo sincopato e visionario delle immagini de La nott'e'l giorno (1976) di Gianni Castagnoli.  L'emancipazione dello sguardo femminile è il soggetto dell opera concettuale ed espansa di Valentina Berardinone, artista che sarà riletta nel quadro della produzione filmica coeva di artiste donne. Non si può parlare di rivoluzione visuale senza vedere Franco Vaccari di cui presenteremo finalmente in versione integrale, Nei sotterranei (1966-67). Con il cinema di Fernando De Filippi e Andrea Granchi, invece, sonderemo forme della performance. Di Tonino De Bernardi, figura chiave dell underground italiano, presenteremo in forma installativa Quadrato (1972), film estremo per come mette in discussione il concetto di tempo e spazio, e geniale per come appare semplice, intimo e famigliare. Segui il programma anche su facebook


Servono ancora le mostre? Due esempi

Merce Cunningham e John Cage in How Art Became Active, ep. 1
Bomb-tomb, pittura digitale su fotogramma

01.08.2018

 

Mi colpisce sempre come il significato delle parole riesce a cambiare, perfino a ribaltarsi nel suo opposto. Com'è accaduto alle parole performance ed esperienza , due parole centrali nell'arte contemporanea, e non solo. "Performance" deriva dal verbo inglese "perform", che significa realizzare, eseguire, ma anche garantire una buona prestazione o rendita economica. E' da questo secondo punto di vista, finanziario, che il nuovo museo digitale parigino L'Atelier des Lumières ha fatto centro: infatti l'Atelier è stato inaugurato con una mostra multimediale su Klimt e Hundertwasser che ha utilizzato solo proiezioni ambientali di riproduzioni digitali delle opere dei due artisti, ottenendo il pieno di visitatori e ottimi incassi. Questa mostra (ma il significato della parola mostra a questo punto andrebbe riscritto) segna un confine, oltre il quale l'esperienza dell'arte è del tutto diversa da prima (da quando la parola mostra indicava il mostrare fisicamente delle opere), e con essa cambia anche il significato stesso della parola "esperienza". Facciamo un salto alla contemporanea iniziativa How Art Became Active della Tate Modern di Londra, che ha realizzato una serie di 5 brevi video documentari per raccontare la storia della Performance Art, di cui la Tate conserva numerose registrazioni. Qui, nella Performance Art, il termine "performance" alludeva a un'opera d'arte che consiste in un'azione e punta al coinvolgimento fisico ed emotivo del pubblico, a un' esperienza reale e sociale cha ha lo scopo di far uscire il pubblico dalla passività cui lo costringe l'opera d'arte tradizionale. Un'utopia da tempo tramontata, ma che ha cambiato il nostro approccio all'arte. Esperienza e performance : le due iniziative museali contemporanee ne mostrano interpretazioni opposte. Quale prevarrà? Se diamo ascolto al riscontro economico, al significato finanziario del termine Performance , oggi la prima regola nella gestione dei musei, la risposta è chiara: esperienza tornerà a significare un approccio completamente passivo all'arte com'è quello previsto dall'esposizione di Klimt e Hundertwasser all'Atelier parigino. L'esperienza di questa mostra è quella dello spettatore cui non si offre alcuno strumento di analisi e critica, ma un piatto coinvolgimento sensoriale individuale. Se è questo il destino dei musei, allora le mostre non servono più a nulla. Possiamo ottenere lo stesso stando a casa con uno smartphone, e ridurre i musei a magazzini. Sarebbe un bel risparmio per tutti. Se invece ai musei si vuole dare una funzione attiva nel mondo, bisogna ricominciare da capo, dando alle parole esperienza e performance un significato nuovo, o riprendendo quello vecchio.


Move Cine Arch 2018 Award Best ISSUE - una coproduzione friulana

courtesy www.cinemagrattacielo.com

30.06.2018

 

Il film CINEMA GRATTACIELO del regista Marco Bertozzi, coprodotto da Altreforme di Udine, ha vinto l'Award Best ISSUE dell'edizione 2018 del Move Cine Arch di Venezia. Cito la sinossi di mymovies, tratta dalle note di regia: "Fin dalla sua inaugurazione nel 1959 il Grattacielo di Rimini non ha lasciato indifferenti, monumento al progresso che si elevava al di sopra della vecchia Italia povera e rurale, monolite di cemento e vetro destinato ai cittadini più abbienti. Poi, gradualmente, l'euforia del boom economico è scemata. È rimasto un corpo estraneo allo scenario urbano, che echeggia debolmente un passato di interni pop e folli riunioni condominiali, miti della vacanza di massa e vizi della riviera romagnola. Tra le storie di ieri e l'umanità che lo abita oggi si muove lo sguardo curioso di questo film, che esplora le vite multiculturali dei nuovi inquilini alla ricerca di una conciliazione, che riguarda l'Italia intera, fra ciò che avremmo voluto essere e ciò che stiamo diventando". "La storia produttiva di CINEMA GRATTACIELO", spiega il regista, "è stata lunga e articolata. Le origini del progetto risalgono al 2005 quando il regista Marco Bertozzi si trasferisce in uno degli appartamenti del grattacielo e comincia a filmare quegli spazi e le persone che li abitano: prende così avvio un percorso di autoproduzione, prima attraverso una propria società (la Almafilm), poi, dal 2015, per iniziativa di un gruppo di amici del grattacielo, grazie all associazione di promozione sociale Condominium. Condominium si fa promotrice di una operazione di crowdfunding (attraverso il portale Produzioni dal basso e un happening teatrale) e riesce a coinvolgere enti locali (Comune di Rimini in primis) e soggetti privati legati al territorio. Alla fine del 2015 ai promotori iniziali si affianca il producer Luca Ricciardi che lavora per allargare la compagine produttiva del film con l ingresso dell Archivio Audiovisivo del movimento operaio e democratico e della società Altreforme di Udine, guidata da Augusta Eniti, attenta alle forme più sperimentali e artistiche del cinema del reale. Decisivi saranno poi gli apporti di Rai Cinema, della APT Servizi della Regione Emilia Romagna, in collaborazione con l Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, e del Fondo Regionale per l Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia". Complimenti ad Altreforme, piccola ma grande realtà produttrice friulana.


Archivissima, primo festival dedicato agli archivi

02.06.2018

 

La nostra esperienza è sempre più dominata dal frastuono invadente delle immagini che creiamo, distruggiamo e diffondiamo a ritmo forsennato. Che senso hanno in questo oggi, le immagini del passato? Archivissima di Torino (6,7,8 giugno), alla sua prima edizione, se lo chiede con un festival di mostre, tour, workshop e convegni aperti a tutti e gratuiti. In programma anche tre film: "Masculin, féminin" (1966) di Godard, "Teorema" di Pasolini (1968) e "I 400 colpi" di Truffaut (1959); film del passato che parlano (quasi urlano) ancora al presente. http://www.archivissima.it/programma


Piccolo ricordo di Federico Fellini

Federico Fellini, in Fare un film, p. 154
Federico Fellini e Richard Basehart sul set de La strada, 1954

10.04.2018

 

Un giorno Federico Fellini fece una piccola attualissima considerazione sul cinema e il potere, che mi piace ricordare qui: "A me sembra che un discorso onesto sulla necessità di proiettarci su qualche cosa, un discorso sulla fiducia, sulla buona volontà, sugli obiettivi comuni, sia ancora pericolosissimo. Quando ascoltiamo chi parla così, immediatamente precipitiamo in uno stato infantile; c'è subito il pericolo, mortale, di abbandonarci, di affidarci, e c'è sempre qualcuno pronto a sfruttare questo abbandono, e a far ricominciare tutta la faccenda da capo, con gli stessi errori, gli stessi equivoci, le atrocità di sempre. Forse, smascherare la bugia, identificare e smantellare l approssimativo o il falso, continua ad essere, per ora, l'unica risorsa - una sorta di irridente, precaria salvezza - della nostra storia fallimentare". (Federico Fellini, Fare un film, p. 154). L'immagine


Ci lascia Angela Ricci Lucchi

02.03.2018

 

E' morta ieri Angela Ricci Lucchi, compagna di Yervant Gianikian. La coppia di autori/artisti ha lavorato per molti anni sugli archivi del cinema, molti dei quali ri-trovati da loro stessi, e ne ha messo in luce in diversi film l'emozione, l'umanità e la tragedia quando mostrano la guerra, in modo completamente anti-retorico. Angela e Yervant non hanno mai effettuato un restauro, anzi, hanno affrettato il degrado delle vecchie pellicole per esprimere la bassa, piena di crisi e crudele realtà della nostra esistenza quotidiana. Una esistenza percepita lontano dai comodi parapetti europei, ma nei Paesi dell Africa e dell Asia sottoposti allo sfruttamento e alla repressione occidentali, i quali, nel ricavarne immagini, le hanno edulcorate, e imbellettate per nascondere colpe e responsabilità. Angela e Yervant volevano asportare lo strato falso e retorico di quelle immagini, per farne emergere invece una carne viva e dolorante. Angela ci lascia con la rivelazione che il valore delle immagini, in un'epoca di perbenismo patinato, sta proprio in questa carne pulsante e che chiunque lavora con le immagini non può permettersi di dimenticarlo.


27 gennaio - giorno della memoria - un piccolo documento d'archivio

27.01.2018

 

Era il 1939. Le parole dell'ufficiale tedesco nell'episodio che si può vedere online, ricordano le parole di molti politici di oggi. Documentario d'archivio presentato al Sundance Film Festival di Park city, Utah, che si conclude domani. Grazie al regista Marshall Curry.


Due documentari sull'arte dell'estremo Oriente

27.01.2018

 

Due ricerche artistiche che hanno al centro l'emozione del colore; due registe attratte da storie intime e personali; due documentari sull'arte rivolti al grande pubblico, sempre più interessato all'arte e agli artisti. "Lo spirito della pittura", documentario sull'artista cinese Cai Guo-Qiang e diretto da Isabel Coixet, regista catalana di punta del cinema spagnolo, andrà in onda lunedì 29 gennaio sul canale Movistar Extra alle ore 22. Si può vedere anche al museo del Prado a Madrid dove si sta svolgendo l'esposizione di Cai Guo-Qiang, divenuto famoso come l'artista della polvere da sparo. Per realizzare il film Isabel Coixet ha seguito per due anni l artista nello studio di New York e nel Salón del Reinos di Madrid, filmando anche le numerose visite alle gallerie del Prado e alla città di Toledo, sulle orme del Greco. È in questi luoghi che Cai Guo-Qiang ha intessuto e profondo un intenso dialogo con i capolavori di Rubens, Goya, El Greco y Velazquez, alla ricerca delle fonti di inspirazione per l'opera che ha ispirato il titolo della mostra: The Spirit of Painting. "Kusama-Infinity", proiettato in questi giorni al Sundance Film Festival, racconta la traiettoria artistica della giapponese Yayoi Kusama. Anche Kusama vive a New York dove è diventata una delle più popolari artiste al mondo. Emigrata da una regione giapponese conservatrice, arriva a New York negli anni Sessanta dove sfida razzismo e sessismo fino ad affermarsi per le sue visionarie installazioni. Nel 1966 partecipò, finanziata da Lucio Fontana, alla Biennale di Venezia, disponendo 1500 sfere d'argento fuori dal padiglione italiano ("The Narcissus Garden"). Nel 1993 realizzò l'installazione "Magnificent Obsession" per il padiglione giapponese della Biennale. Chi c'è stato non può non ricordarlo. Diretto dalla regista americana Heather Lenz, il documentario è stato acquisito da Magnolia Pictures.


L'ultimo doc del The Guardian, sulla prostituzione in Italia

25.11.2017

 

Il documentario breve "Sulla strada" racconta la prostituzione lungo la strada della bonifica del Tronto, detta la "strada dell'amore", dove centinaia di ragazze nigeriane vendono il loro corpo. Stanno giorno e notte sul ciglio di una strada lunga quindici chilometri tra capannoni, campi e villette in provincia di Ancona. Sono appena sbarcate dalla Libia dov'erano state violentate e avviate alla prostituzione, sono a volte minorenni, e se non accettano di prostituirsi vengono selvaggiamente picchiate. Vivono sotto la minaccia di morte, con debiti che non riescono mai a pagare. Una storia con cui conviviamo da diversi anni senza troppa preoccupazione. Se non la raccontiamo noi, lo fanno gli inglesi, con l'ultimo documentario del The Guardian, un reportage accurato che è possibile vedere per intero, commissionato e prodotto dal Guardian Bertha documentary partnership.


Beauty of a Stateless Mind wins the IWM Short Film Festival in London 2017

18.11.2017

 

10 days of IWM Short Film Festival. Screenings 17 – 26 November 2017, IWM London. From the Syria conflict to modern terrorism and from suffragette surgeons to war art, IWM Short Film Festival presents an imaginative, edgy and challenging selection of films responding to past and contemporary conflict. The festival shows documentaries, dramas and animations by filmmakers from all over the world. On Wednesday 15 November, IWM London hosted the awards event. The Annie Dodds Award for Best Documentary and the IWM Special Category: Age of Terror have gone to the documentary short film Beauty of a Stateless Mind by Lutia Swan-Hutton. It is a poetic documentary based on the portrait a series of artists in Calais 'Jungle' refugee camp. As a student film this allowed a unique insight into the sensitive lives of these displaced people and their inner thoughts. “I feel the entire world is mine. I haven't got any religious beliefs, I only believe in the humanity”. Genjo Hozan from Iraq Kurdistan. https://www.lutiaswanhutton.com/beautyofastatelessmind/


FIRENZE TRA ARTE E CINEMA

17.11.2017

 

Festival cinematografico Lo schermo dell'arte dedicato all'arte e mostre d'arte dedicate al cinema a Firenze.Il festival, iniziato il 16 novembre, ospita documentari dedicati all'arte e agli artisti e film girati e diretti da artisti. L'iniziativa Moving Archive porta alcuni film dell'archivio del festival nei comuni vicini a Firenze. In città, una mostra è dedicata ai disegni di Ėjzenštejn che ricordano certi lavori grafici di Picasso e Matisse, ma anche alcuni disegni di Fellini. La direttrice de Lo schermo dell'arte Silvia Lucchesi illustra l'impostazione del festival alla sua decima edizione su Artribune.


Wormwood di Errol Morris alla 74th Biennale Cinema di Venezia

01.09.2017

 

Crime series in sei parti, prodotta da Netflix, realizzata da Errol Morris alternando documentario e fiction. La serie esplora la morte di Frank Olson durante gli esperimenti della CIA con l'LSD negli anni 50. Così il pluripremiato documentarista introduce il suo film: "Il giornalismo non è la ricerca della verità? Ma che succede se la verità si rivela sfuggente, difficile da raggiungere? Ci sono limiti, emotivi o di altro genere, alla ricerca della verità? Questa è la storia di un uomo che per sessant’anni tenta di chiarire le circostanze della morte del padre. Si è buttato dalla finestra di un albergo? O è stato spinto? E se è stato spinto, perché? A quale scopo? Un mondo oscuro, di intenzioni nascoste e immaginate, unite a inquietanti e orribili rivelazioni. Per molti versi una storia famigliare personale, ma per molti altri una storia sul declino dell’America nel periodo che segue la seconda guerra mondiale. Il film si chiede: fino a che punto può una democrazia mentire ai propri cittadini e continuare ancora a essere una democrazia? Il trailer su kottke.org. Il biglietto per le prime due puntate della serie su www.labiennale.org


The Lost Tapes: Son of Sam. Fare storia con l'archivio

28.07.2017

 

Son of Sam è la terza puntata della serie The Lost Tapes di Smithsonian Channel, dedicata alla ricostruzione di fatti di storia unicamente attraverso immagini e suoni presi dagli archivi. Son of Sam era in nickname del serial killer David Berkowitz che attaccava giovani coppie nei distretti del Queen, Bronx e Brooklyn. La gente era terrorizzata di uscire di casa e la polizia formò una task force specificamente dedicata alla cattura di questo assassino. Era il 1976. Solo dopo la fortunosa segnalazione di un residente la polizia riuscì a rintracciare l'auto dell'assassino e catturarlo. Il documentario non presenta ricostruzioni né narrazioni ma solo filmati d'archivio della televisione e home video. E' la soluzione adottata da tutti i documentari della serie The Lost Tapes. Il precedente documentario aveva ricostruito gli scontri di Los Angeles del 1992. Il prossimo l'assassinio di Patty Hearst da parte del gruppo terroristico The Symbionese Liberation Army. Ecco una clip tratta da Son of Sam, ora in onda, sullo [Smithsonian Channel].(http://www.smithsonianchannel.com/videos/this-minor-parking-violation-revealed-the-son-of-sam-killer/57260?an=featured "")


Sunny Side of the Docs 2017 - Cos'è la Storia

23.06.2017

 

Ci fu un tempo in cui la storia si tramandava a voce: erano aneddoti emblematici del carattere dell'umanità, della vita e della morte. Dopo Gutenberg la storia è diventata materia di studio e ha prodotto centinaia di migliaia di volumi, ma ha comunque mantenuto quel sapore di simbolo che le era stato proprio da sempre. Oggi la storia sembra invece uno sterminato magazzino polveroso da cui trarre souvenir. Ricordate la fantastica scena finale del film Citizen Kane, che termina sull'inquadratura di "Rosebud", la piccola slitta di legno? Al Sunny Side of the Docs 2017 di La Rochelle i produttori televisivi, nella loro rincorsa all'audience giovanile che è sempre più lontana dalle tv e dai lunghi formati, hanno discusso di nuovi formati. Ecco gli esempi citati: Il Nemico, che utilizza la realtà virtuale e la realtà aumentata per portarci faccia a faccia con i combattenti di alcune guerre di oggi: in Salvador, in Congo, in Israele e Palestina. In Replay Memories la tv e la realtà virtuale convivono in un viaggio immersivo e interattivo in 3D nel quale possiamo rivivere un evento storico e confrontare la nostra personale memoria con quella del web. Mutiny è una serie reality nella quale una piccola scialuppa con un equipaggio di 9 persone percorre tutte le 4000 miglia del viaggio avventuroso del capitano Bligh dopo l'ammutinamento del Bounty nel 1787. Infine il più tradizionale Clash of Futures 18 è un docudrama seriale nel quale seguiamo la vita di 13 personaggi realmente esistiti dopo la fine della Prima guerra mondiale attraverso diari, lettere e altre memorie. Aneddoti, esperienze, personaggi: bypassato il Moderno, il Contemporaneo torna alla storia prima di Gutenberg. Si riparte dalle immagini quindi.


Arte a Cannes o Cannes all'arte? I premi 2017

29.05.2017

 

Trionfo dell'arte o crisi dell'arte? Al festival di Cannes vince la Palma d'oro un film che ha per protagonista il curatore di una mostra di arte contemporanea, The square di Ruben Östlund, e vincono L'Oeil D'Or per il miglior documentario JR, street artist, e Agnès Varda, storica regista della Nouvelle Vague, co-firmando il film Visages Villages, un viaggio attraverso la Francia rurale a bordo del van di JR che è equipaggiato con un sistema in grado di produrre stampe di grandi dimensioni. Durante il loro viaggio, le tante persone incontrate diventano il soggetto di una serie di foto, che vengono poi affisse sui muri dei villaggi. Dopo l'arte miliardaria per miliardari dei Cattelan, Hirst e Koons, oggi gli artisti sembrano cercare di nuovo la realtà, il mondo, le persone. Si può dire lo stesso per il cinema? O forse l'opposto, visto che molti autori sembrano cercare strumenti narrativi e visivi sempre più mediati per raccontare la realtà?


Il popolo si inchina all'Arte dei padroni, da Jeff Koons (NY) a Olafur Eliasson (venezia)

16.05.2017

 

In arrivo a New York, nella piazza antistante il Rockefeller Centre di Manhattan, una grande scultura di Jeff Koons. Presenza imponente, in grado di confrontarsi con l ampissimo slargo su cui si affacciano i 19 grattacieli del complesso commerciale, costruito dalla celebre famiglia statunitense di banchieri. Una scultura di quasi 14 metri, col gusto della magniloquenza e di una figurazione spettacolare. La ballerina seduta è come una Venere , ha spiegato Koons. È proprio un lavoro sulla bellezza e anche sul senso della contemplazione, della quiete . www.artribune.com Il Green Light Workshop di Olafur Eliasson (Copenhagen, 1967), realizzato in collaborazione con la Thyssen-Bornemisza Art Contemporary di Vienna (TBA21), ha trasformato il cuore del Padiglione Centrale ai Giardini in una specie di fablab comunitario, sul tema dell immigrazione. Più di ottanta partecipanti sono i protagonisti di una fabbrica di lampade verdi: una luce verde di ottimismo. I proventi della vendita delle lampade andranno ad una serie di ONG che si occupano dell accoglienza dei rifugiati in ogni parte del mondo. E bravi TBA21. Ecco un paio di link per sapere chi sono: www.corriere.it www.ilfattoquotidiano.it


Casting per Falcone e Borsellino, il prossimo film di Maresco

09.05.2017

 

Venticinque anni fa morivano, barbaramente uccisi da Cosa Nostra, i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. 23 maggio e 19 luglio 1992: due date che gli italiani, e i palermitani soprattutto, tengono impresse nella memoria e al centro dello sguardo. Come dipingerà le figure di Falcone e Borsellino Franco Maresco? Come eviterà la retorica facile, le cose già dette, le prospettive note, le posizioni ideologiche, le uscite romanzate e quelle pseudo impegnate? Intanto per questo film che arriva in occasione dei 25 anni dalle stragi di Capaci e Via D’Amelio, con la produzione di Ila Palma e in collaborazione con Rai Cinema, il regista palermitano sta completando il suo cast. Selezioni aperte e molti ruoli ancora mancanti, tra principali, secondari e comparse. Per chi fosse interessato non c’è che da scrivere all’indirizzo associazionelumpen@gmail.com, inviando la propria candidatura con curriculum, due foto ed eventuale showreel. Scadenza fissata al 12 maggio 2017.


Una serie di video racconta la Biennale Arte di Venezia 2017 a 360 gradi

09.05.2017

 

Il sito web Artsy, in collaborazione con UBS, lancia una serie di video dedicata alla Biennale Arte di Venezia. La particolarità dell'iniziativa sta nel fatto che i filmati sono esplorabili a 360 gradi, dando l'illusione di essere un po' più vicini alla kermesse lagunare. Tra chiese, canali, padiglioni e studi d’artista, ci accompagna, raccontando storie e aneddoti, un folto gruppo di artisti e curatori: da Massimiliano Gioni, che la Biennale l’ha diretta nel 2013, a Cecilia Alemani, che si occupa quest’anno del Padiglione Italia; da Carol Bove, che esporrà nel padiglione svizzero, all’artista austriaco Erwin Wurm. Buon intrattenimento (a questo serve l'arte, no?). https://www.artsy.net/venice-biennale/toward-venice


La digitalizzazione dell’Atlante di Klencke, uno dei libri più grandi del mondo

03.05.2017

 

L’Atlante di Klencke è uno dei libri più grandi del mondo: da aperto misura 1.80 m per 2 metri ed è così pesante che ci vogliono 5 o 6 persone per trasportarlo. Il libro, realizzato nel 1660 per Carlo II d’Inghilterra in occasione della sua ascesa al trono, fu presentato al re da un consorzio di mercanti olandesi guidati dal venditore di zucchero Johannes Klencke, il cui nome ancora oggi contrassegna l’oggetto. Questo incredibile libro di mappe (ne contiene 41), è uno dei gioielli della British Library di Londra, che ne ha di recente realizzato una completa digitalizzazione. In questo video, condiviso dalla biblioteca stessa su Twitter, vediamo un time-lapse dell’intera operazione, dal trasporto alla fotografia in alta risoluzione di tutte le pagine, ora disponibili online gratuitamente per studiosi e appassionati. Articolo tratto da Artribune.


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